Undicisettembre

E tu dov’eri l’undici settembre?” Questa è la domanda che quelli della mia generazione si sono ripetuti per anni, ricordando il più grande trauma collettivo della storia. Era l’11 settembre del 2001, io mi ero appena iscritto all’università e, subito dopo pranzo, mi stavo rilassando aspettando che si facesse l’ora di prendere l’autobus per andare all’università stessa. I corsi non erano ancora iniziati, ma la voglia di sperimentare la vita indipendente dello studente fuori sede mi spingeva anzitempo verso la casa appena affittata insieme ai miei amici. Fu in quel frangente che vidi in TV le prime immagini di quello che presto si rivelò non essere un film (all’epoca era il cinema ad esorcizzare le paure accanendosi contro i simboli del benessere americano, come in Independence Day). Ricordo chiaramente che la prima cosa che pensai fu “Adesso il mondo non sarà più lo stesso..”.

E in effetti il mondo da allora è cambiato radicalmente, a partire dai grandi equilibri politici fino alle nostre piccole abitudini quotidiane (difficilmente avremmo previsto di dover essere perquisiti accuratamente prima di salire su un aereo di linea..). Altri eventi epocali, in questi dieci anni, hanno cambiato (e stanno continuando a cambiare) le nostre vite, disastri naturali ed economici, guerre e sconvolgimenti politici, ma nessuno di loro ha avuto lo stesso impatto dell’Undici Settembre, la stessa forza, la stessa capacità di farci capire che qualcosa di epocale sta avvenendo e che nessuno può sentirsi immune dalle sue conseguenze.
Questo undici settembre di dieci anni dopo io l’ho passato su un aereo (ironia del destino!), e non ho potuto far finta di niente: quelle immagini sono ancora presenti davanti ai miei occhi, il ricordo è ancora vivo e le conseguenze di quell’avvenimento si stanno ancora sviluppando. Eppure, oggi, mi rendo conto che ci sono molti giovanissimi che quei momenti non li hanno vissuti come noi: erano troppo piccoli per cogliere il dramma in atto, ed oggi conoscono quei fatti dai resoconti che hanno letto, dalle trasmissioni televisive, dalle testimonianze che hanno trovato su internet. Anche sull’Undici settembre, come su altri momenti storici epocali (come l’assassinio Kennedy o lo sbarco sulla luna) sono nate negli anni delle leggende metropolitane e delle tesi complottiste che tentano di insinuare dubbi (a volte assurdi) sulla ricostruzione ufficiale dei fatti, lasciando intendere che dietro tutto ci sia una qualche cospirazione segreta per instaurare qualche subdola dittatura..
Preferisco non concentrarmi mai troppo su certe tesi troppo fantasiose (esistono interi siti dedicati all’analisi e allo “sbufalamento” di queste tesi), ma mi piace fermarmi a riflettere sulle conseguenze reali di quello che succede: oltre alle migliaia di vittime ricordate oggi in tutto il mondo, quel giorno il mondo occidentale ha visto svanire una parte della propria libertà (a causa dell’aumento della paura: un uomo che ha paura non sarà mai completamente libero..). Se volessimo fare un parallelo col mondo di oggi, potremmo notare come la recente crisi economica mondiale stia togliendo al mondo occidentale parte del suo benessere: tutte le volte che viene meno una barriera (fisica o culturale) e due mondi troppo diversi tra loro si avvicinano, le differenze tra di essi tendono sempre a scomparire (a discapito, ovviamente, di chi prima stava meglio..).
A quante altre cose dovremo rinunciare nel mondo globalizzato del futuro affinchè tutti abbiano accesso alle stesse risorse? Spero che la Storia non ci riservi altri traumi collettivi, ma di sicuro possiamo affermare che siamo in un’epoca di passaggio, e per superare al meglio questo passaggio dobbiamo avere speranza in un futuro migliore e più giusto per tutti. Anche se il prezzo da pagare, per crescere, a volte pare davvero eccessivo.

2 pensieri su “Undicisettembre

  1. Anonymous

    come puoi non credere al fatto che l’undici settembre se lo sono fatti da soli? E’ il caso di concentrarsi invece proprio sul sito dedicato a questo, perché è tutt’altro che una tesi fantasiosa. Lo dice il titolo del blog, a dutiful mind, una mente con il senso del dovere deve sentire il dovere di studiare i fatti.

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  2. Marco Fotino

    Caro lettore, potrei facilmente capovolgerti la domanda: come puoi credere che se lo siano fatto da soli? Anch’io sono rimasto affascinato da molte tesi di complotto, soprattutto nei momenti iniziali in cui l’emotività e l’incredulità erano forti.. ma nessuna di quelle tesi ha mai superato lo scoglio dell’analisi razionale. Mi piacciono troppo i thriller per sottovalutare la potenza della fantasia umana, e mi piace troppo la storia per sopravvalutare i nostri governanti! Dietro questi eventi ci sono sempre molti sbagli; se ci fosse una volontà precisa, i responsabili avrebbero dovuto prevedere tutte le conseguenze e le reazioni, a breve, medio e lungo termine. Facile farlo guardando all’indietro, molto meno pianificando il futuro..

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