Anno: 2011

Destinazione… Portogallo!

Cominciamo da una domanda semplice: di dove era Sant’Antonio di Padova? La risposta a questa domanda (che i più curiosi possono andare a leggere alla fine del post) basterebbe a zittire qualunque nazionalista nostrano, e a convincerlo che qualsiasi forma di xenofobia andrebbe punita come la bestemmia in campo: cartellino rosso e due giornate di squalifica. La ricchezza intellettuale e culturale (che, tra l’altro, non potrà mai essere tassata…) nasce soprattutto dallo scambio, e lo scambio è tanto più proficuo quanto più l’altro è diverso da noi (quale arricchimento porterebbe il confronto con le sole persone identiche a noi? Posto che esista, a questo mondo, una persona identica a un’altra…). Continua a leggere “Destinazione… Portogallo!”

I tuoi dati sono al sicuro?

Volenti o nolenti, dobbiamo ammetterlo: una parte della nostra vita é ormai digitale. A differenza dei più giovani, i cosiddetti “nativi digitali”, noi siamo nati in un mondo nel quale possedere una cosa significava averne una rappresentazione tangibile, qualcosa che si potesse toccare, conservare, mettere al sicuro e proteggere da accessi estranei. Possedevamo del denaro quando avevamo monete o banconote in tasca, e per proteggerlo lo mettevamo nel salvadanaio o in cassaforte. Conservavamo una lettera o una cartolina di un nostro amico sotto forma di un foglio di carta manoscritto. Raccoglievamo le foto a noi più care in album, dove incollavamo le stampe dei rullini che avevamo portato dal fotografo per lo sviluppo. In tutti questi rituali c’era molta meno immediatezza rispetto a oggi (il risultato di uno scatto fotografico si apprezzava dopo diversi giorni, se non settimane; le notizie contenute in una lettera erano quasi sempre vecchie e già note), ma in compenso si aveva la certezza di qualcosa di concreto a testimoniare il possesso. Oggi, tutte queste cose possono essere acquisite, condivise e conservate in maniera interamente digitale, senza il bisogno di reali oggetti fisici. Quante cose abbiamo in maniera “virtuale“? Che fine farebbero se, dall’oggi al domani, il nostro computer si rompesse? Continua a leggere “I tuoi dati sono al sicuro?”

Uno per tutti… o tutti per uno???

Legiferare è un’arte… Chi scrive una legge dovrebbe farlo pensando a tutti quanti (tutti quelli che saranno soggetti a quella legge e dovranno essere messi in condizione di rispettarla). Il problema dell’Italia (soprattutto negli ultimi anni), è che da noi, ormai, non c’è nessuno che scriva le leggi per tutti; tutti, invece, sono lì a scrivere le leggi per uno!

La trilogia del Titanic

Dei mille modi in cui ci hanno raccontato la tragedia del Titanic (il transatlantico affondato da un iceberg nel 1912, sulla rotta tra Southampton e New York), come il celeberrimo film di James Cameron che nel 1997 consacrò Leonardo Di Caprio come sex symbol (con gran gioia delle mie compagne di classe, che al cinema scoppiavano in lacrime al momento dell’affondamento del loro eroe…), il mio preferito è sempre stato di gran lunga la cosiddetta “trilogia del Titanic”, ovvero le tre canzoni con le quali il principe dei cantautori italiani, Francesco De Gregori, raccontava questa storia nell’album “Titanic“, del 1982. Continua a leggere “La trilogia del Titanic”

Undicisettembre

E tu dov’eri l’undici settembre?” Questa è la domanda che quelli della mia generazione si sono ripetuti per anni, ricordando il più grande trauma collettivo della storia. Era l’11 settembre del 2001, io mi ero appena iscritto all’università e, subito dopo pranzo, mi stavo rilassando aspettando che si facesse l’ora di prendere l’autobus per andare all’università stessa. I corsi non erano ancora iniziati, ma la voglia di sperimentare la vita indipendente dello studente fuori sede mi spingeva anzitempo verso la casa appena affittata insieme ai miei amici. Fu in quel frangente che vidi in TV le prime immagini di quello che presto si rivelò non essere un film (all’epoca era il cinema ad esorcizzare le paure accanendosi contro i simboli del benessere americano, come in Independence Day). Ricordo chiaramente che la prima cosa che pensai fu “Adesso il mondo non sarà più lo stesso..”. Continua a leggere “Undicisettembre”

Internet? Sempre + Google!

La notizia di questi giorni, sul web, è stata l’annuncio del nuovo servizio “social” di Google, chiamato Google+. Chi segue le dinamiche delle aziende che operano su internet ha accolto questo lancio con grande entusiasmo, identificandolo con la tanto attesa risposta di Google all’irrefrenabile espansione di Facebook. Sin dalla sua nascita, ad opera degli studenti Larry Page e Sergey Brin nel 1997, Google ha sempre rappresentato il prototipo di società innovativa, capace di usare le tecnologie più avanzate per fornire un’esperienza di navigazione più ricca per tutti. Il motore di ricerca, che ha rapidamente scalzato l’allora monopolista Yahoo! usando un’interfaccia minimale e algoritmi estremamente complessi, rappresenta solo una delle applicazioni online di Google: la società, infatti, permette ai suoi utenti di consultare delle mappe dettagliate di tutto il globo, fino alle foto fatte per strada dalla Google Car (Google Maps), di pubblicare siti web (Google Sites), blog (Blogger), video (YouTube) album fotografici (Picasa), annunci pubblicitari propri e di terzi (AdWords e AdSense), di navigare su internet (con il browser Chrome), di gestire la posta elettronica (GMail), di gestire documenti di testo, fogli di lavoro, disegni, presentazioni, moduli (Google Documenti), di gestire ed analizzare il traffico sui siti web (Analytics), ed altro ancora. Continua a leggere “Internet? Sempre + Google!”

Alla scoperta delle neuroscienze…

Qualcuno (Einstein?) ha detto: la mente è come un paracadute, funziona meglio quando è aperta! E non c’è niente di meglio, per aprire la mente, che approfittare delle iniziative culturali che le nostre città ci offrono e dei consigli dei nostri amici più fidati. La settimana scorsa, ho avuto un’ottima occasione per aprire la mia mente: un amico fraterno, infatti, mi ha consigliato di partecipare ad un dibattito che si teneva nell’ambito della manifestazione Mantova Creativa 2011, una rassegna di arte, architettura e design. Durante il dibattito, dal titolo “Design e Neuromarketing – Misurare le emozioni”, Nicola de Pisapia (ricercatore nell’ambito neuroscientifico presso l’Università di Trento e collega del mio amico) ha introdotto i suoi studi riguardo al funzionamento del cervello e all’origine del pensiero, con tutte le implicazioni che questi studi hanno (dalla comprensione dell’origine delle nostre decisioni agli stimoli che possono influenzare, anche inconsciamente, tali decisioni).
A questo punto, si rende necessaria una piccola parentesi per rispondere alla più banale delle obiezioni che derivano dalla lettura di queste mie righe: ma a me, tecnico informatico specializzato in telecomunicazioni che lavora per la Pubblica Amministrazione, che interesse può destare un argomento del genere??? Apparentemente nessuno, lo so… ma riagganciandomi all’apertura mentale di cui parlavo all’inizio del post, devo riconoscere che quest’apertura deriva (secondo me) soprattutto dalla capacità di interessarsi agli argomenti più disparati e diversi dalle nostre attività quotidiane di routine, alla continua ricerca di nuovi stimoli e di collegamenti spesso inaspettati. Ed il dibattito a cui ho assistito non ha fatto altro che darmi una conferma scientifica a questa mia impressione, che vi sarà chiara se continuerete a leggere…

Continua a leggere “Alla scoperta delle neuroscienze…”

Il “mantovano volante” e la “locomotiva umana”

Oggi voglio parlarvi di due grandi personaggi di Mantova, due grandi uomini sportivi del secolo scorso. In un post precedente avevo già fatto il nome di uno, l‘automobilista Tazio Nuvolari; l’altro, Learco Guerra, è stato un celebre ciclista. E visto che in questi giorni si stanno correndo le prime tappe del Giro d’Italia (purtroppo funestate dalla tragica morte di Weylandt) inizierò a parlarvi proprio di quest’ultimo. Continua a leggere “Il “mantovano volante” e la “locomotiva umana””

Le beatitudini del Primo Maggio

Oggi, Primo Maggio 2011, possiamo finalmente dire beato lui, Giovanni Paolo II, un uomo straordinario con il quale la mia generazione (e non solo) è cresciuta e che ha traghettato l’umanità dal Novecento (un secolo di eccessi, ricco di eventi straordinari ma anche di atrocità orribili) agli anni Duemila (che finora ci hanno regalato più incertezze e interrogativi che altro, ma siamo ancora all’inizio..). Un uomo, Karol Wojtyla, di cui la Storia si è servita molto, ma che ha saputo utilizzare al meglio le occasioni, le responsabilità, i poteri che la Storia gli avevano assegnato. Non è banale, non tutti gli uomini con tanti poteri e tante responsabilità li gestiscono al meglio e per fare veramente del bene. E perciò tutti noi dobbiamo prendere esempio da uomini come lui per usare al meglio i piccoli poteri e le piccole responsabilità che la vita ci dà.. Continua a leggere “Le beatitudini del Primo Maggio”

Mantua me genuit…

Nei miei post che parlavano di Mantova, la città che mi ospita e che sto scoprendo poco a poco, vi avevo promesso di approfondire alcune storie sui personaggi importanti legati a questa città: dall’architetto Leon Battista Alberti al pittore Andrea Mantegna, dal pilota Tazio Nuvolari al musicista Claudio Monteverdi, passando per il poeta latino Virgilio. Ed è proprio da quest’ultimo che voglio cominciare a mantenere la mia promessa: la città di Mantova, infatti, è talmente legata alla sua figura da essere spesso indicata come “la città virgiliana”. Qui infatti, nel 70 a.C., nacque Publio Virgilio Marone, come testimonia l’epigrafe scolpita sulla sua tomba:

Mantua me genuit, Calabri rapuere, tenet nunc Parthenope

ovvero “Mantova mi generò, la Calabria mi rapì, mi tiene ora Napoli“. Il fatto di essere nato a Mantova e di essere stato rapito dalla Calabria, in particolare, mi ha fatto subito sentire di avere qualche similitudine col poeta, visto che la mia storia, finora, e’ stata esattamente speculare: io sono nato in Calabria, e ad un certo punto della mia vita mi sono trasferito a Mantova. Ad un’analisi più attenta dell’iscrizione (che si trova a Napoli, luogo della sepoltura), però, si evince subito che la mia interpretazione richiede un pò troppe licenze poetiche: innanzitutto perchè il luogo effettivo di nascita non è Mantova, ma il vicinissimo borgo di Andes (che oggi si chiama, non a caso, Virgilio); poi perchè il “rapuere” si riferisce alla tragica ed improvvisa fine del poeta, morto mentre tornava in nave da un viaggio in Grecia; infine (ma questa è la differenza più grande) perchè “Calabri” non si riferisce affatto alla Calabria: la morte avvenne infatti nei pressi di Brindisi, nel Salento, che all’epoca era chiamato Calabria (come ho già scritto in un altro post, l’odierna Calabria era in antichità chiamata Italia). Continua a leggere “Mantua me genuit…”

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