A qualcuno piace corto

Ovviamente, sto parlando dell’URL! L’Uniform Resource Locator, l’indirizzo delle pagine web (e non solo) che scriviamo nella barra del browser per visualizzare un contenuto in Internet. Questo indirizzo, che sta alla base dei link e quindi di tutta la struttura ad “ipertesto” di Internet, è ormai diventato un utilissimo compagno quotidiano per chi naviga in rete: “vai a vedere questo sito: url wikipedia“, “il mio profilo e’ url facebook” o “guarda un po’ questo video: url youtube” sono frasi molto comuni nei siti internet, in chat, nelle email, ed ormai anche nei discorsi di tutti i giorni! Sugli URL si potrebbe dire molto: dalla loro struttura (su cui lo stesso Tim Berners Lee ha avuto da ridire ultimamente) al loro valore commerciale (il dominio sex.com è stato venduto per 14 milioni di dollari nel 2006).
Anche se un URL del tipo http://marco.fotino.it/2010/04/ubuntu-in-arrivo.html è probabilmente più facile da ricordare di un numero telefonico, resta comunque qualcosa che non desidereremmo mai scrivere su una tastiera (ancor meno sulla tastiera di un telefonino, ora che internet si sta diffondendo sempre più sui dispositivi mobili). Inoltre, linkare una pagina web come http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/04/19/news/milano_rissa_nel_priv_dell_hollywood_a_giudizio_irvine_e_il_figlio_della_moratti-3455973 su un servizio come Twitter risulterebbe assai difficile (il servizio consente di postare 140 caratteri, l’URL è lungo 141). Cosa si fa in questi casi? Si ricorre ad un URL Shortener!

Il servizio di URL shortening consiste nel registrare un URL breve che redireziona all’indirizzo originario. Il primo servizio di questo tipo sul web è stato TinyUrl, subito adottato da Twitter per accorciare automaticamente gli indirizzi lunghi inseriti nei tweets. Al momento, Twitter è passato all’utilizzo di Bit.ly per offire la stessa funzionalità, e sta pianificando di aprire un servizio proprio per lo scopo. Google lo ha già fatto, ed i suoi servizi accorciano gli URL tramite il servizio Goo.gl. Lo stesso servizio per YouTube è realizzato da Youtu.be: se vogliamo accorciare l’indirizzo del video http://www.youtube.com/watch?v=FSRMDiJsf98, possiamo usare l’URL equivalente http://youtu.be/FSRMDiJsf98 (la chiave e’ quella visualizzata dopo “?v=” nell’indirizzo originario). Pur avendo un URL di base più lungo rispetto agli altri, TinyUrl offre qualche funzionalità in più: e’ possibile associare una chiave mnemonica all’URL accorciato (come http://tinyurl.com/short-twit) ed è possibile visualizzare un’anteprima della pagina di destinazione scrivendo, ad esempio, http://preview.tinyurl.com/short-twit sulla barra degli indirizzi. Quest’ultima caratteristica può essere molto utile, perchè spesso dietro ad un URL accorciato (e quindi irriconoscibile) si possono celare scherzi, siti inattesi o minacce per il proprio computer. Prima di cliccare su un URL accorciato, quindi, sarebbe utile conoscerne la destinazione: per la maggior parte degli indirizzi accorciati, questo e’ possibile attraverso un altro servizio web: KnowUrl.
In ogni caso, nonostante la sua indubbia utilità, la pratica dello URL shortening non dev’essere abusata: ricordate che usare le redirezioni comporta un raddoppio delle richieste web che fate (una per conoscere la destinazione ed un’altra per raggiungerla). Inoltre, anche un servizio come questo comporta ricadute sulla privacy del navigatore: gestire una mole enorme di URL significa anche poter tenere traccia della navigazione di molti utenti.. Siamo sicuri di voler affidare ad un sito qualsiasi le statistiche di accesso alle nostre pagine web?

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