Sai tenere un segreto?

Il modo migliore di diffondere una notizia è senza dubbio raccontarla dicendo che è un segreto. E’ così che negli ultimi giorni stiamo apprendendo con grande stupore ed apprensione delle notizie che mai, nessuno avrebbe potuto immaginare se non fossero trapelate: il nostro premier è un festaiolo, i cardinali del Vaticano non usano il Blackberry, ed altre amenità simili. Ma come dice un proverbio, “Quando il dito indica la luna, lo sciocco guarda il dito”: per trovare la vera notizia nella vicenda Wikileaks bisogna sforzarsi di andare oltre, almeno di un paio di livelli di astrazione. Continua a leggere “Sai tenere un segreto?”

Che cos’è il Dottorato di Ricerca?

Il Dottorato di Ricerca è il più alto grado dell’istruzione universitaria italiana. Un titolo analogo è presente nei sistemi universitari anglosassoni, dove viene chiamato (in latino!) Ph.D., ossia Philosophiae Doctor. Qui in Italia, sono in pochi a conoscere questo titolo di studio post lauream, visto più che altro come un passaggio obbligato per intraprendere la carriera accademica o, in alcuni casi, come un titolo da acquisire per guadagnare punteggio nei concorsi pubblici.
In effetti, la modalità di svolgimento dei corsi di Dottorato non aiuta a far emergere questa figura: i dottorandi italiani accedono ai corsi tramite un concorso che garantisce loro una borsa di studio di un migliaio di euro per tre anni (corrispondenti alla durata del corso) nella metà dei casi (mentre l’altra metà dei dottorandi dovrà accaparrarsi degli assegni di ricerca, solitamente di durata annuale ed importo analogo, oppure mantenersi agli studi per conto proprio). Durante i tre anni del corso, il dottorando è solitamente affidato ad un tutor, cioè ad un professore universitario che lo segua nelle sue ricerche (ma che invece, in moltissimi casi, lo utilizza come manodopera a costo zero per attività didattiche varie ed eventuali). Queste caratteristiche fanno del dottorando il prototipo perfetto del “ricercatore precario”, di cui abbiamo spesso sentito parlare nelle cronache sulla crisi economica tuttora in corso.
Tornando alla definizione del Dottorato di Ricerca, vorrei proporvi una delle migliori descrizioni che abbia letto sull’argomento, scritta da Matthew Might, un professore di informatica dell’Università dello Utah, nel suo blog. La traduco e la riporto di seguito… Continua a leggere “Che cos’è il Dottorato di Ricerca?”

Fuori come un balcone…

Alla fine siamo fuori, e per giunta al primo turno, come non accadeva da molto tempo. E per di più (ed è l’aspetto peggiore), siamo fuori esclusivamente per demerito nostro.. Stavolta non ci sono scuse: gli arbitri non ci hanno fatto sgambetti, le avversarie erano alquanto modeste, delle altre contendenti nessuna brillava per straordinario stato di forma (tant’è vero che anche l’altra finalista del 2006, la Francia, è uscita al primo turno in evidente crisi di nervi) e la sfortuna non si è certo accanita contro gli Azzurri. Se siamo fuori lo dobbiamo solamente a noi. I processi pubblici alla Nazionale sono già iniziati (sono gli unici processi che sembrano poter essere istituiti nel Bel Paese, ormai..), e da scarso conoscitore del mondo del calcio non me la sento proprio di aggiungermi agli inquisitori: potrei produrmi solo in affermazioni scontate, trite e ritrite, senza le conoscenze tecniche e tattiche necessarie a loro supporto. Posso però notare come molti analisti stiano cercando, in questi giorni, di usare la crisi del calcio italiano come metafora della crisi di un intero paese. Continua a leggere “Fuori come un balcone…”

Papere mondiali (in salsa petrolio)

Finalmente sono arrivati! Abbiamo dovuto aspettare 4 anni (4 anni bellissimi, da detentori del titolo, a chiederci “tu dov’eri la sera del 9 luglio?”), ma alla fine l’evento che riunisce l’Italia (leghisti a parte) è arrivato: sono iniziati i Mondiali di Calcio! Quale migliore occasione per riunirci tutti sotto il segno del tricolore, ad ammirare undici ragazzi che indipendentemente dalla loro provenienza geografica o dal loro stipendio da calciatori (comunque sempre al di sopra della media del lavoratore italiano della stessa età) danno il massimo per dare lustro alla nostra nazione? Sì, ci sarebbero quelle celebrazioni tipo il 2 giugno o il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.. ma vuoi mettere la comodità di guardare una partita in salotto con gli amici? 🙂


Consola sapere che non siamo l’unico popolo che va pazzo per questa manifestazione, visto l’interesse che i Mondiali del Sudafrica riscuotono su tutti i media dell’intero globo: basti pensare che Google ha associato delle funzioni speciali alla pagina dei risultati relativa alle ricerche “mondiali 2010” e simili (con i risultati delle partite e l’elenco delle pagine di ricerca, normalmente “Goooooooooogle!” mutato in “Gooooooooooal!”), mentre Twitter ha approntato per l’occasione una pagina che raccoglie tutti i tweet, in tempo reale, riguardanti le squadre e le partite del mondiale. E così, in pochi giorni, ho visto le tensioni tra Stati Uniti e Gran Bretagna, causate dall’immane disastro ambientale che la Piattaforma della British Petroil ha provocato alle coste della Louisiana, ridimensionarsi alla rivalità sportiva relativa alla partita di calcio USA-GB, sciogliersi in una risata alla papera del portiere Green che ha regalato il pareggio agli statunitensi, e consolarsi alle critiche dei britannici nei confronti del loro coach, l’italiano Fabio Capello. E pensare che era solo qualche giorno fa che il presidente Obama (un tipo tutt’altro che irascibile) dichiarava “Sto parlando con tutti, compresa la BP, per capire chi è che devo prendere a calci nel sedere.. In effetti fa bene ironizzare sul dramma per esorcizzarlo (e per mantenere viva l’attenzione su quali danni l’incompetenza di certa gente che pensa solamente al proprio profitto può causare..): indimenticabile il video-parodia di un gruppo di comici americani, guardatelo! Vale la pena, è una di quelle cose che ti fanno ridere mentre rifletti..
Poi, dopo aver riflettuto bene, passate ai preparativi per la partita di stasera, l’esordio degli Azzurri: birra, snack, rutto libero e, dopo tanti anni, il ritorno di un amico che ci aveva lasciato suo malgrado: il grido “Forza Italia!”

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