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M.C. Escher, l’inventore del selfie

Hand-with-Reflecting-Sphere-1935Guardate l’immagine qui accanto, e ditemi se la prima parola che vi viene in mente non è “selfie”. La differenza con quelli che fate quotidianamente con i vostri smartphone è che questa è stata realizzata a mano, utilizzando una sfera riflettente, nel 1935. L’autore, Maurits Cornelis Escher (si pronuncia “èscer”, so che ve lo stavate chiedendo), ha utilizzato questo espediente per ritrarre su una superficie a due dimensioni uno spazio tridimensionale: ma non gli bastava, come succedeva dall’invenzione della prospettiva in poi, rappresentare la profondità su un piano, lui voleva andare oltre e mostrare, oltre a quello che aveva davanti agli occhi, anche ciò che si trovava dietro di sè (compreso se stesso). La riflessione deformante della sfera diventa quindi un espediente per includere nel soggetto dell’opera tutto l’ambiente circostante: le quattro pareti, il soffito, il pavimento e tutto ciò che si trova nella stanza. Un po’ come si fa nella realtà virtuale (quella di Google Street View o delle foto a 360°, o Photosphere), ma senza l’aiuto della tecnologia.
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Regole…

Prima regola del perfetto blogger: non abbandonare MAI il tuo blog.

Seconda regola del perfetto blogger: chiunque enuncia la Prima regola, la violerà puntualmente.

…speriamo di trovare presto il tempo di tornare a scrivere un po’ qui! 🙂 A presto

Come si scrive un blog?

Rieccomi qui, dopo un po’ (troppo).. E’ che in questi giorni, mi sono dedicato a completare le pagine del mio sito (lo avete visto? che ve ne pare?). Ora, sicuramente, il mio obiettivo sara’ quello di inserire su questo blog un po’ di contenuti.. notizie, idee, pensieri, riflessioni. Ma cominciamo dall’inizio: quale dovrebbe essere l’approccio corretto alla scrittura di un blog? Cosa ci si dovrebbe scrivere e cosa no? Quanto devono essere lunghi i post, e con quale frequenza vanno scritti? Come alcuni di voi sapranno, questo mio blog raccoglie l’eredità di Valencia e dintorni, il mio primo diario su Internet, e da quella esperienza ho sicuramente imparato qualcosa… Vediamo un po’ se riesco a condividere questa mia esperienza di blogger col resto del mondo 😉
Innanzitutto, la lunghezza dei post: un blog non e’ un giornale, e la pazienza dei lettori computerizzati e’ notoriamente inferiore a quella dei lettori cartacei! Un pratico espediente, che solo ora sto iniziando ad usare (forse, anche ad abusare) e’ quello di dividere i post in due parti: un sommario, da mostrare in home page, ed il resto dell’articolo da accedere tramite un apposito link (per la serie: “continua a leggere solo se sei interessato”).
Secondo punto: la formattazione: bisogna evitare assolutamente il “testo piano”, usare il grassetto ed il corsivo per evidenziare i concetti, servirsi il piu’ possibile di link per fonti ed approfondimenti.. L’occhio del lettore si muove velocemente sulla pagina web: spesso un articolo, prima di essere letto, viene “sfogliato” con una rapida occhiata (in cui il lettore si chiede: ho il tempo di leggerlo tutto? posso leggere direttamente l’informazione che mi serve, saltando il resto?). Anche per questo motivo, e’ molto importante che il post sia corredato da oggetti multimediali: se non video (che succhiano la banda e richiedono tempo per essere visti), almeno immagini: ogni post dovrebbe avere un’immagine esplicativa in testa, che per il lettore e’ importante quanto il titolo del post stesso!
Per quanto riguarda i contenuti, l’ideale sarebbe avere un tema, un filo conduttore che unisca tutti i post in modo coerente: solo cosi’ il lettore occasionale sarà invogliato a leggere qualcos’altro oltre a quello che Google, o un link da un altro sito, gli ha suggerito. Questo filo conduttore puo’ essere qualsiasi cosa: per un lungo periodo, ho scritto i miei post su Valencia e dintorni in due lingue: italiano e spagnolo, e questo ha portato (devo dire in maniera inaspettata) alcuni studenti di spagnolo a leggerli 🙂 A proposito di forma e contenuto, poi, chi è capace di scrivere in buono stile ha un’arma in piu’ dalla propria parte: puo’ catturare il lettore con le proprie capacità affabulatorie.

Ultimo punto (ma ce ne sarebbero anche altri..): la frequenza dei post. Anche il blog e’, a suo modo, un “periodico”, e chi lo legge (il “consumatore” di informazioni) ha bisogno di una certa regolarità nella “fornitura” di queste informazioni! Il post “in vigore” (l’ultimo scritto dall’autore), deve restare in cima all’elenco per il tempo sufficiente affinchè chi occasionalemente visita il blog lo legga; ma se il lettore occasionale trova sempre lo stesso post in cima al blog, egli sarà inconsciamente indotto a visitare il blog con minor frequenza! Il problema e’ meno grave se il lettore usa un lettore di feed (un programma che ti avvisa automaticamente quando vengono pubblicate delle novità su una pagina web di interesse), ma anche in questo caso la sindrome del “niente di nuovo sul fronte occidentale” potrebbe dare una deleteria idea di abbandono al blog. Se dovessi suggerire una regola generale, direi che un paio di post a settimana vanno benissimo!
Ora che ho scoperto le mie carte, vediamo un po’ se io stesso riesco a rispettare queste mie semplici regole (anche se gia’ questo post ne elude qualcuna..). Alla prossima!

A Dutiful Mind???

Rieccomi, come promesso, a scrivere su questo blog due parole riguardo al titolo.. “A Dutiful Mind”. Si nota facilmente che è un gioco di parole sul titolo del film “A Beautiful Mind” (un bel film di qualche anno fa, sul matematico John Nash). In quel caso, la storia trattava di un genio paranoico, un personaggio continuamente in bilico tra intuizioni brillanti e follia alienante.
Io, fortunatamente, non aspiro nè alle une nè all’altra 🙂 Questo blog dovrebbe rappresentare sul web i pensieri di una mente che, più che “beautiful”, sia “dutiful”: ovvero, desiderosa di compiere il proprio dovere. Il dovere della mia mente (e in generale di tutte le menti) è quello di ragionare su ciò che la circonda, di raccogliere voci, suoni, immagini, fatti, rielabolarli ed analizzarli, e generare le proprie impressioni originali, la propria sintesi, nel migliore dei casi le proprie idee. E’ proprio quello che cercherò di fare su queste pagine: raccoglierò qui le notizie e le osservazioni più interessanti che troverò (in giro per il mondo, o in Rete) e le rielaborerò cercando di farne degli spunti di riflessione e degli stimoli per i miei (sempre pochi..) lettori. Speriamo di riuscirci! Alla prossima..

Benvenuti!

Ciao a tutti i miei lettori (per il momento, credo che siano piu’ o meno zero…)! Questo e’ il primo post sul mio nuovo blog, che come di consueto e’ un post di benvenuto a tutti quelli che leggeranno.. in realta’, solo ai primi, visto che non avrò l’accortezza che ha avuto quel tizio che ha datato il primo post del suo blog 1 gennaio 3000 (in modo da farlo apparire sempre in cima agli altri..). Da parte mia, spero di aggiungere presto un bel po’ di contenuti per far dimenticare questo messaggio iniziale..: recensioni, racconti, storie e storielle, curiosita’, novita’, dritte, e chi piu’ ne ha piu’ ne metta! Eh già: avete capito benissimo: l’accozzaglia di cose che ho appena scritto serve solo a nascondere il fatto che non ho ancora idea di cosa andro’ a scrivere su questo blog.. Per ora, so solo che dev’essere qualcosa di personale che possa destare l’interesse di qualcuno che gironzola per la Rete.. Innanzitutto, mi propongo di dare al più presto una spiegazione plausibile per il titolo del blog: A Dutiful Mind. Alla prossima, quindi!